Abbiamo passato più tempo noi da bambini a guardare cartoni animati o gli animatori a disegnarli? A questa domanda non sappiamo rispondere ma probabilmente la nostra Francesca Papi potrebbe darci qualche delucidazione.
In questa nuova puntata di Behind The Video ci addentreremo nel mondo del Motion Design per riuscire ad avere almeno un bozzetto di quella che è la vita (luuuuuuunghissima) di chi fa di professione l’illustratore d’animazione? Grafica animata? Animazione graficata? Ok, usiamo l’inglese: il Motion Designer.
Un’infanzia comune con una sensibilità unica.
Chi di noi non è cresciuto guardando i cartoni animati? Milioni e milioni di bambini hanno avuto il privilegio di ammirare pietre miliari dell’animazione, dell’illustrazione e della sceneggiatura, ma quanti di noi ne haNNO effettivamente fatto tesoro?
Per Francesca è stato istintivo renderla una passione, un metodo espressivo e un lavoro, ma come ha fatto? La risposta più semplice è impegnandosi -proprio come i protagonisti di quei cartoni- a fare del suo meglio e a raggiungere, frame dopo frame, una storia a lieto fine.
Pazienza + Studio = Crescita: come scoprirsi Motion Designer?
Per fare un Motion Designer, ci vuole un illustratore, per fare un illustratore ci vuole un grafico, per fare un grafico ci vuole? Tempo, fatica, errori, studio, pratica. Per diventare ciò che si è è importantissimo ricevere positivamente gli stimoli e indirizzare la propria traiettoria nel punto giusto. A Francesca è tornata utile la propria (poca) pazienza: tutto ciò che non le interessa viene naturalmente abbandonato e questo l’ha aiutata a trovare la sua strada.
Il lavoro, tra sfide e soddisfazioni
Come vi aspettate il lavoro di una Motion Designer? Beh, in movimento. Tempistiche e certezze tradizionali si intersecano con momenti caotici, il flusso di lavoro segue il ritmo delle richieste e non è sempre semplice per una professionista come Francesca destreggiarsi fra richieste, clienti e momenti di sconforto. Ci vuole tempo per metabolizzare la vita da freelance in quest’ambito ma lei ci assicura che un modo c’è e che probabilmente è il più semplice di tutti: restare calmi e vedere il mondo “alla velocità giusta”.
Il senso del confronto: una questione di flessibilità
Qualora vi trovaste nella posizione di dirvi <<Non valgo nulla, non sarò mai brava/o tanto quanto X>> Francesca ha una risposta per voi: essere capaci di elaborare il proprio percorso è fondamentale per capire le differenze specifiche di ogni talento. È importante capire che nonostante sia normale e utile avere dei momenti di insoddisfazione per permettere alle proprie capacità di svilupparsi è di vitale importanza non farsi bloccare da questi pensieri bensì superarli e trarne vantaggio.
L’importanza di farsi conoscere
“Essere social o DOVER essere social, questo è il dilemma”; eh si perchè in questo ambiente anche i più restii devono scendere a compromessi. Francesca, lo scoprirete guardando la puntata, farebbe volentieri a meno di doversi intrattenere in pubbliche relazioni ma nell’ordine attuale delle cose è importantissimo rendersi partecipi in qualsiasi nuovo trend proprio come lo si fa con il proprio settore di interesse.
A voi tra 2000 anni
C’è un modo di prepararsi per tempo? Ci sono scuole che possono formare delle figure specializzate? La risposta in questo caso è sì, magari non saranno sotto casa e forse non saranno nemmeno le più economiche ma un modo per diventare Motion Designer del futuro c’è e rispetto ad alcuni anni fa è molto più tangibile. Francesca ci parla della sua personale opinione in materia e delle sua esperienza in questo campo, soprattutto legate alla School of Motion, principale ente educativo in ambito.


