Carlo Tombola non si definisce, odia le etichette, rifiuta i tracciati convenzionali ma soprattutto non si ferma mai. Quindi come raccontare il nostro ospite di oggi? Partiamo dall’inizio.
Una gioventù di tentativi
Crescere non è mai semplice, soprattutto quando, citando Carlo, “non hai voglia di fare un cazzo“. Il suo percorso, come ogni racconto che si rispetti, non è tutto rose e fiori ma lo conduce grazie alla sua caparbietà a raggiungere il mondo dello storytelling e dei videoclip.
Note ai margini
Il primo passo nel mondo del video è stato tramite collaborazioni volontarie con realtà di Padova, città dei suoi studi, che si sono poi evolute portandolo alla prima collaborazione con una televisione musicale. Carlo inizia a mettere le mani in pasta e formarsi come storyteller.
Il pop, la musica, la curiosità
Il suo lavoro da lì l’ha portato a conoscere artisti di ogni calibro, partecipare assieme ai suoi fidati colleghi a dare un volto alla musica del nuovo millennio. Ricerca, spigliatezza, curiosità hanno fatto in modo che ci fosse uno stimolo costante, sia per gli spettatori che per lui dietro le quinte.
Passare il testimone
Il passo decisivo della carriera di Carlo è stato sicuramente quello di scegliere di insegnare. Un carattere come il suo si è reso spugnoso e ricettivo nei confronti degli studenti riuscendo a creare un’esperienza che fosse altamente formativa per gli studenti accademici con cui si rapportava, integrandoli nei progetti e portandoli nel campo!
Noi ci abbiamo provato, ma riuscire a raccontare Carlo Tombola con questi pochi paragrafi è impossibile quindi fatevi un caffè, mettetevi comodi e iniziate questa nuova puntata di Behind The Video!


