CLIENTE

ANNO

TIPO

HeyLight — ADI Design Index

Come si mostra il lavoro di chi progetta un’interfaccia, senza mettersi in mezzo.

 

IL BRIEF

HeyLight è l’app con cui Compass Banca porta il “compra ora, paga dopo” dentro i negozi fisici e online: si genera un voucher, si sceglie in quante rate spenderlo, si tiene tutto sotto controllo da un’unica schermata. L’interfaccia è stata ridisegnata da Crispy, che ci ha chiamati per trasformarla in video: da una parte per presentare la nuova app, dall’altra per accompagnarne la candidatura all’ADI Design Index — la selezione dell’Osservatorio Permanente del Design, che ogni anno passa al setaccio il meglio della produzione italiana e apre la strada al Compasso d’Oro.

IL PROBLEMA VERO

Un video su un’app è la cosa più facile del mondo da sbagliare. Il rischio non è che venga brutto: è che venga troppo. Transizioni acrobatiche, camera che non sta ferma, effetti che si mangiano proprio quello che dovresti guardare. Qui il soggetto era un lavoro di design destinato a una giuria di designer: qualsiasi virtuosismo di troppo sarebbe stato rumore sopra il segnale.

 

LA MOSSA

Abbiamo impostato il video come un documento che si sfoglia da solo. Prima le fondamenta — Typography, Color Palette, Design System — con le tavole di documentazione che entrano nello spazio 3D come pagine vere, i caratteri che si compongono, i codici colore che si posano uno accanto all’altro. Poi lo smontaggio: bottoni, card, icone e schermate disposte in griglia isometrica, come i pezzi di un kit aperto sul tavolo. E infine il prodotto in mano: la homepage, la mappa dei negozi, la richiesta del voucher, gli acquisti, la carta, il chatbot — un capitolo per volta, con le annotazioni che compaiono a spiegare cosa fa ogni schermata.

Il ritmo è lento apposta. Ogni inquadratura dura quanto serve a leggere, non un frame di più. Il 3D non fa spettacolo: dà profondità, mette a fuoco quello che conta e sfoca il resto.

COME L’ABBIAMO FATTA

Storyboard preciso non ce n’era: Crispy Bacon ci ha passato la loro presentazione e tutta la parte grafica, e la struttura del racconto l’abbiamo costruita a quattro mani, capitolo dopo capitolo.

Il vantaggio decisivo è arrivato dai file. L’app era progettata interamente in Figma, con ogni elemento su un livello proprio: non abbiamo mai dovuto ricostruire un’interfaccia a partire da schermate piatte. Card, bottoni, importi, marker della mappa erano già separati — e quello che è separato si può animare. È la differenza tra un video in cui le schermate scorrono e uno in cui l’interfaccia si comporta come si comporta davvero.

 

COM’È ANDATA

Il progetto è entrato nella selezione dell’ADI Design Index, che vale la candidatura al Compasso d’Oro.

Scopri gli altri lavori